Gli ingredienti



Al Miyu Japanese Food cerchiamo di distinguerci per la qualità e la freschezza dei nostri ingredienti primari. Le fondamenta della cucina giapponese sono costituite da cinque ingredienti basilari, che ovviamente non possono mai mancare.
ALGA NORI RISO SOIA WASABI ZAFFERANO
È un'alga commestibile tradizionalmente coltivata nei porti del Giappone dove viene consumata anche come snack. Oggi viene venduto in fogli di dimensioni circa 18x21cm. Il nori di qualità migliore è spesso, liscio, luminoso e privo di buchi. L'alga nori ha un elevato contenuto proteico ed è ricca di vitamine A e C, sali minerali e omega3.
Il riso sushi viene preparato con riso bianco dolce a grano corto, viene lavato e cotto seguendo una particolare tecnica e successivamente bagnato con aceto di riso, nel quale vengono disciolti zucchero e sale, e leggermente scaldato, si aggiungono poi kombu e sake. Il riso usato è la qualità Japonica. Il requisito essenziale è la coesione dei chicchi.
La salsa di soia è una salsa fermentata ottenuta dalla soia, grano tostato, acqua, sale e koji, ed originaria della Cina.Tra le qualità nutritive della salsa spiccano un contenuto di antiossidanti 10 volte maggiore rispetto a quello del vino rosso e proprietà digestive.
Il wasabi è una pasta che si ottiene dalla vasaia japonica, una pianta conosciuta anche con il nome di ravanello giapponese. Il wasabi è un efficace agente germicida e un ottimo digestivo, fa bene alla pelle, protegge contro la trombosi e possiede elementi anti-cancerogeni.
Lo zenzero è una pianta erbacea perenne originaria dell Asia orientale. La radice, commestibile, contiene vari principi attivi come oli essenziali, che sono i principali responsabili del sapore leggermente piccante, resine e mucillagini e ha proprietà antinausea, stimola la digestione e migliora la circolazione del sangue.



L'abbattimento

Al Miyù Japanese Food, per scelta, abbattiamo tutto il pesce, sia quello che viene utilizzato crudo sia quello che viene consumato cotto.

Normativa vigente
L'organizzazione mondiale della sanità raccomanda che l'eviscerazione, la cottura, il congelamento ad almeno -23 ° C per una settimana, avvengano il più presto possibile.
Nei paesi dell'Unione Europea la normativa CE 853/2004 approvata dal parlamento europeo raccomanda il congelamento dei prodotti ittici a -20 ° C per almeno 24 ore e prevede l'ispezione a campione dei prodotti ittici, l'eventuale identificazione del parassita e la conseguente rimozione dal mercato dei prodotti pesantemente contaminati.
Inoltre, tale normativa prescrive per i ristoratori l'obbligo di munirsi di abbattitori di temperatura in relazione ai quantitativi di prodotto che si intendono trattare.




La storia

Stupirà molti appassionati di sushi sapere che il loro piatto preferito della cucina giapponese in realtà non ha origini nipponiche. Si pensa che il sushi derivi dalla rielaborazione di un metodo di conservazione usato dai monaci buddisti tornati dalla Cina nel VII secolo. Il pesce crudo veniva disposto a strati con il sale alternato al riso e tenuto pressato per qualche settimana, in seguito veniva lasciato fermentare per mesi. Questo tipo di sushi si chiama narezushi, ancora molto apprezzato nella zona di Tokyo. Nel XVII secolo si cominciò ad aggiungere aceto di riso per abbreviare i tempi di fermentazione del riso e il pesce veniva marinato o cotto. Il nigiri-zushi, ossia il sushi costituito da uno gnocchetto di riso sormontato da una fettina di pesce, nasce nel 1800. Tra le tante bancarelle che vendevano cibo da strada in una già frenetica Tokyo-Edo. Il pesce che veniva scaricato nel porto di Tokyo, assieme al nori e al riso che affluiva nella capitale, venivano assemblati nei caratteristici bocconcini. Hanaya Yohei (華屋 与兵衛), uno dei tanti gestori di bancarelle di sushi a metà ottocento, è, più o meno unanimamente, considerato l'inventore del nigiri.
Fu soltanto intorno al 1820 che comparve ad Edo (l'odierna Tokyo) la ricetta più vicina al sushi. Hanaya Yohei è l'ideatore del nigirizushi a quanto pare fu il primo a servire sul suo banco bocconcini di riso aromatizzati all'aceto con sopra fettine di pesce crudo. Da allora la vendita del sushi per strada diventò un uso diffuso. Una cosa curiosa era la tenda bianca fissata alle bancarelle sulla quale i clienti si pulivano le mani dopo aver consumato il sushi.
Un sistema infallibile per individuare il miglior rivenditore era quello di guardare la tenda: più era sporca, più il posto era frequentato e quindi, probabilmente, migliore il sushi.



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